YOKO TAKIRAI
Dai primi anni Novanta si occupa di design presso lo studio di Yuzo Yamashita a Tokyo, successivamente una laurea negli Stati Uniti in storia dell'arte e lingue straniere presso la West Virginia University poi a Tokyo lavora presso il Museo della Letteratura Giapponese.
In seguito si trasferisce a Firenze per studiare presso la Scuola di Oreficeria "Le Arti Orafe", dove ottiene il Diploma di Oreficeria in jewellery design, incassatura e incisione. Poi presso l'Istituto d'Arte di Firenze il diploma di progettazione in jewellery design.
Nel 2002 fonda, a Firenze, la ditta di gioielli contemporanei Takirai Design.
Una pluralità di percorsi animano i gioielli di Yoko Takirai e celano per questo spesso qualcosa d'inaspettato. Nell'indossare gli anelli che uniscono due dita per esempio, si scopre una libertà di movimento inusuale. Le sue collane, sia nelle forme tridimensionali che in quelle lineari, esprimono una morbidezza inattesa. I suoi gioielli sono espressione di nuovi concetti di spazio. La sua ricerca, riesce ad arrivare a delle forme pure e ad armonizzare eleganza e confort. |
|
Realizza gioielli leggeri, eleganti, sinuosi come le forme femminili e quindi in più di un caso, sensuali e questo a dispetto anche delle linee geometriche utilizzate in alcuni modelli. Oggetti finemente elaborati perseguiti grazie ad una dedizione alla ricerca di laboratorio di cui possiede la padronanza tecnica che le consente di trasferire un'emozione, filtrata dai movimenti, e le cui forme semplici e pulite rimangono senza nessun elemento di troppo. L'uso è pensato per l'utilità, la praticità e la funzionalità. Finemente lavorati, certamente questi gioielli, in un sereno tentativo - riuscito - raggiungono uno stato di purezza, si elevano in qualità. Yoko Takirai oggi lavora nel suo studio- laboratorio all'interno dello " Spazio SAM", dove ha sede il complesso: Fondazione di Firenze per L'Artigianato Artistico. Le sue collezioni sono presenti in numerose mostre sia in Italia che all'estero. Nel 2007, le sue opere entrano a far parte della collezione del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze. |